
I dazi di Trump del 2025
Come alcune scelte unilaterali possono rovinare la cooperazione e destabilizzare i mercati
Ancora oggi, a distanza di quasi venti giorni da quando Donald Trump aveva annunciato l’introduzione dei dazi nei confronti dei principali partner commerciali degli Stati Uniti, si parla delle conseguenze di questa mossa in termini sia di mercati fiacchi che di indebolimento del dollaro. Purtroppo, le conseguenze di questa mossa non si limitano ai mercati finanziari e valutari, infatti alcuni dei paesi coinvolti stanno attuando ritorsioni alla mossa del Presidente degli Stati Uniti.
L’annuncio e l’introduzione dei dazi
Il 2 aprile Donald Trump aveva annunciato che avrebbe introdotto dazi reciproci verso i principali partner commerciali degli Stati Uniti. La prima reazione, secondo la Deutsche Bank, è stata una scossa ai mercati finanziari con una perdita di 2200 punti dell’indice Dow Jones anche alcuni altri mercati non hanno accolto particolarmente bene l’introduzione di queste misure.

Un ulteriore esempio del Dilemma del Prigioniero
Come previsto da Daniel Ince-Cushman in questo articolo su Medium, la scelta di innalzare i dazi rappresenta un esempio del Dilemma del Prigioniero.
Ovviamente come per tutti i modelli anche questa interpretazione rappresenta una semplificazione perché, per esempio, nella versione classica del dilemma del prigioniero le parti si muovono contemporaneamente senza osservare cosa fa l’altra parte, mentre qui abbiamo avuto dapprima un annuncio, poi una attuazione e tuttora le mosse continuano a succedersi in una catena di ritorsioni reciproche. Tuttavia se, con una drastica semplificazione, condensiamo le interazioni ad una stessa data e consideriamo una sola delle parti contrapposte agli Stati Uniti, per esempio l’Unione Europea, troviamo il familiare schema di interazione che caratterizza il Dilemma del Prigioniero. Su Asia Times troviamo una analoga rappresentazione della situazione in termini del Dilemma del Prigioniero quando le parti sono Cina e Stati Uniti.
Le prime conseguenze
Gli effetti delle decisioni di Trump si sono già visti sui mercati finanziari: in particolare possiamo notare le prime reazioni dei mercati statunitensi dall’andamento dell’indice S&P 500 fino al 21 Aprile sul sito de Il Sole 24 Ore. Inoltre alcuni commentatori statunitensi si aspettano, giustamente, che le reazioni dei mercati finanziari continueranno a non essere positive a questa politica dei dazi. Tuttavia alcune considerazioni importanti sono legate all’incertezza tenuto conto delle conseguenze nefaste per l’economia sia in termini di investimenti che di crescita economica.

Andamento dell'indice S&P 500 fino al 21 Aprile 2025. Immagine generata il 21 Aprile 2025 e concessa in esclusiva da Il Sole 24 Ore con divieto assoluto di riproduzione da parte di terzi.
Cosa potrebbe succedere
Al di là delle prime reazioni dei mercati viste sopra e dei partner commerciali degli Stati Uniti, per comprendere cosa succederà nel lungo periodo e realizzare in pieno le conseguenze di questa mossa sarà importante vedere se l’Unione Europea saprà convergere verso una posizione comune forte ma comunque interlocutoria verso gli Stati Uniti, ossia se sarà in grado di essere un parte monolitica in questa interazione. Infatti se i vari paesi si muoveranno singolarmente senza coordinarsi, dovranno negoziare separatamente con gli Stati Uniti indebolendo le loro posizioni.
È infine interessante osservare come l’interazione tra i vari paesi si configuri a sua volta come un dilemma del prigioniero tra n parti: per ciascuna parte è razionale negoziare separatamente con gli Stati Uniti ma se tutte procedono in questo modo otterranno per loro il risultato collettivamente peggiore.
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Contatti
Ugo Merlone
Professore Ordinario
Dipartimento di Psicologia, Università di Torino
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