
Foto di David Lusvardi da Unsplash
Nelle prossime ore Trump e Putin si incontreranno presso la base militare Elmendorf-Richardson ad Anchorage in Alaska.
Anchorage: il summit tra Trump e Putin
Di solito mi astengo dal commentare situazioni per le quali non si è ancora raggiunta la giusta prospettiva storica o per le quali ci sono persone che rischiano la vita oppure sono in condizioni disperate. Per questi motivi non ho commentato gli innumerevoli spunti che sono offerti dalla situazione nel medio oriente o da quella ucraino-russa. Tuttavia la notizia secondo cui Donald Trump incontrerà Vladimir Putin ad Anchorage in Alaska per discutere della questione ucraina necessita un commento se non altro per le speranze che alcuni ripongono in questo incontro, ma anche per le suggestioni che esso offre a chi si occupa di negoziazione.
Un ponte d’oro
Fino ad ora i tentativi di soluzione diplomatica alla situazione ucraina non sono stati particolarmente fruttuosi e indubbiamente questo incontro permetterà a Putin di uscire dalla situazione di isolamento in cui si è cacciato con la cosiddetta Operazione Militare Speciale e quindi costruisce un ponte d’oro (nel senso che William Ury ha utilizzato in Getting Past No), offerto a Vladimir Putin da Donald Trump al summit di Anchorage.
E’ interessante notare che Ury nel suo ultimo libro Possible racconta di come Trump fosse riuscito a Negoziare con Kim Jon-un quando tutti i tentativi precedenti erano stati infruttuosi ed è anche interessante notare che John Biden era stato fotografato con il libro di Ury. A questo punto ci chiediamo se Trump abbia avuto modo di leggerlo.
I precedenti
Il rischio che Putin possa persuadere Trump non è nullo; infatti negli incontri precedenti tra Putin e Trump il protocollo sembra essere stato violato spesso, e alcuni temono che Putin possa avere la meglio anche se altri sostengono il contrario. Nei giorno precedenti l’incontro di Anchorage Trump aveva dichiarato che si aspettava di ottenere un cessate il fuoco e che se non si fosse ottenuto ci sarebbero state conseguenze.
Il grande assente
Infine il fatto che Zelenskyy non sia presente ad Anchorage in questo incontro non sembra essere particolarmente promettente per il popolo ucraino, se non altro per il fatto che secondo Deepak Malhotra in Negotating the Impossible ci dice, a pag.93, “se non siamo seduti al tavolo, allora siamo sul menu”
Cosa ci aspetta
Vedremo da come andrà questo incontro e dagli sviluppi futuri quali saranno le conseguenze per l’Ucraina e anche per l’Europa (altra grande assente). Sarà certamente interessante ascoltare la conferenza stampa al termine dell’incontro.
Questo post è stato scritto da una persona umana e riletto da un’altra persona umana: non abbiamo fatto uso dell’intelligenza artificiale.
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Ugo Merlone
Professore Ordinario
Dipartimento di Psicologia, Università di Torino
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